UN INNO DI FUOCO
Forse in un freddo giorno invernale
o nel chiarore d’un mattino estivo
un richiamo prima furtivo,
poi sempre più imperioso
ti fece abbandonare ogni cosa
per partire alla ricerca
della perla preziosa,
di Colui che solo, disse:
IO SONO LA VIA LA VERITA’ LA VITA.
E lasciasti tutto quel che brilla:
oro, argento e latta colorata,
per seguirLo nella povertà.
Lasciasti tutto quel che salta:
l’ammirazione, il consenso ed ogni vanità
per seguirLo nel silenzio e nell’oscurità.
Lasciasti tutto quel che valorizza
per perderti in Lui che tutto polarizza,
e conoscesti l’abisso del tuo nulla
e l’altro abisso del Suo essere tutto.
E giorno dopo giorno
in una fedeltà sempre rinnovata
ad ogni sorgere del sole,
arrivasti a questo felice 8 settembre
in cui, in ginocchio con tutto il cuore
con tutta l’anima e con tutta te stessa
consegni la tua vita nelle mani
dell’Altissimo
e scegli di viverLa per sempre alla sua
ombra.
E come vigile lampada che sempre
arde e si consuma,
la tua vita scorrerà in pura preghiera
fino a diventare un inno di fuoco
che non si estinguerà più.
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PADRE
ConoscerTi
è saperTi vedere
in questi
colori d’autunno,
inaccessibili
alla mente umana
se Tu, che
esistevi prima dei colori
e prima
dell’autunno,
non li avessi
creati
e
armoniosamente riuniti per farne una stagione.
E non avessi
creato la vivida pupilla
che ne
abbraccia l’armonia.
ConoscerTi è saperTi vedere
in
quest’acqua che scorre,
limpida,
chiara e cristallina,
tra i sassi e
giù per la china;
e mai si
esaurisce né si riposa
nel suo calmo
fluire verso il quieto mare.
E sempre
disseta
Colui che al
suo fluire s’avvicina.
ConoscerTi
è saperTi vedere
in questo
cielo stellato:
miriadi e
miriadi di astri
che sempre
ruotano e mai si scostano
dall’orbita
loro assegnata,
ma
silenziosamente rispettano
la misteriosa
armonia
del movimento
creato
nello spazio
infinito
ConoscerTi
è saperTi vedere
nello sguardo
implorante del bimbo
che tutto
attende e tutto spesa
da colui che
gli hai messo accanto
e che si
chiama “padre”
perché ad
immagine e somiglianza Tua
l’hai
voluto.
ConoscerTi
è saper andare al di là
di quel che
la mente dice che sei,
al di là
dell’Isacco, del salto nel vuoto,
per vedere
che Tu qualunque cosa chiedi
fosse pure un
Isacco
lo fai sempre
e solo per amore
perché sei
sempre e solo PADRE.
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PENSIERI
DI LUCE
E
il Verbo si fece carne,
e
trafisse di luce
il
nostro cuore di pietra,
che
divenne cuore di carne.
Venne
nel tempo
Colui
che è oltre il tempo
per
scavarci nel cuore
un
istante d’eternità.
E
la luce venne nel mondo.
Lascia
che la Luce
attraversi
la tua esistenza
e
saprai dare un nome
a
questa misteriosa Presenza che da sempre t’accompagna. |
SEGRETA
SPERANZA
Lungo il crinale dove
l’ombra sprofonda
vedi la luce che nella
notte ritorna
E tu l’attraversi
con timore e tremore
ma una speranza
segreta t’illumina il cuore.
tu piccolo uomo, fatto
d’irripetibili atomi
intrisi di spazio, di
tempo, di guerra e di pace
sai che tua felicità
è essere chiamato
da Colui che, solo, può
saziarti di infinito.
E sai che tua libertà
è diventar prigioniero
di colui che, solo, è
Amore Vero.
O uomo chiamato e tal
beatitudine
Non smarrirti in amori
che hanno in sé la loro fine.
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VOCAZIONE
Un
giorno ti chiamò, Qualcuno ti invitò,
e tu
sei partita, da sola l’hai seguito.
O forse
hai solo atteso e il tempo t’è venuto incontro
e Lui
t’ha preso per mano, t’ha portato vicino,
vicino
a sé, lontano dalle cose
che
lasciasti cadere come petali di rose,
non
perché le disprezzavi
ma
perché avevi scoperto il di più,
la
perla preziosa, il tesoro nascosto
che dà
sapore di cenere a tutto il resto.
Hai
detto “sì” cento volte, mille volte,
a volte
con fervore a volte con timore,
ma
sembra sapendo che era la “parte migliore”
la
strada che Lui tracciava per te.
Hai
detto “no” cento volte
Ai
cento miraggi di strade “migliori” cosparse di fiori,
fiori
che non cogliesti mai
non
perché li disprezzavi
ma
perché stavi vivendo il di più.
Oggi
sei arrivata là dove si parte
per
andare sempre oltre,
oltre
l’essere e l’avere e oltre anche il volere
per
poter dire fino in fondo:
“Non
son più io che vivo ma Cristo vive in me”. |
2
NOVEMBRE
Tra le tombe di marmo con in cima una croce
Sostiamo
raccolti ricordando i cari morti.
Al
di là del cancello è la strada che va
Un bimbo che
corre, il tempo che passa;
al
di qua del cancello è l’eterno che viene,
un uomo che
tace, il tempo che resta.
Sulla
porta una croce: due assi incrociate;
per
entrare una cassa: quattro assi inchiodate,
poi…solo la
terra che tutto ricopre.
Oggi
ancora un ricordo, una lacrima, un fiore,
un requiem
salito dal fondo del cuore,
ma
domani più niente, solo terra e silenzio
un fiore
appassito, il pianto del vento.
Ma
l’anima vive nei cieli infiniti
dei quali ha
per sempre varcato i confini;
ma
l’anima vive oltre la morte
di cui ha per
sempre varcato le porte.
E’
entrata nel Regno dell’eterna vita
è entrata in
Dio, sua pace infinita.
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