In
questo vangelo vediamo un Gesù che sgrida! Sgrida chi? Il vento e la
tempesta. E che succede? Il vento cessa e c'è grande bonaccia. "Destatosi,
sgridò il vento e disse al mare: taci, calmati! Il vento cessò
e vi fu grande bonaccia".Non è la prima volta che il Maestro sgrida:
in un altro brano di vangelo, avevamo visto che Gesù sgridava il maligno
che tormentava un ossesso. Il maligno gridava e Gesù sgridava e naturalmente,
a questa voce autorevolissima del Figlio di Dio , il maligno aveva immediatamente
preso la fuga e lasciato libero il malcapitato. Quando Gesù sgrida, tutti
obbediscono: forze soprannaturali e forze naturali come il vento e la tempesta
e i discepoli stralunati e intimoriti oltre ogni dire, si chiedono: " Chi
è dunque costui al quale anche il vento e la tempesta obbediscono?"
Ma Gesù - lungi dal sgridarli- questa volta li rassicura dicendo loro:
" Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?".I
suoi discepoli non li sgrida. Sgrida solo le forze avverse della natura e le
potenze demoniache. Così anche oggi vediamo un Gesù plenipotenziario("
ogni potere m'è stato dato"), dominatore anche delle forze scatenate
del mare in tempesta. Il mare, in ambiente semitico, non aveva solo quel significato
poetico che gli diamo noi, in cui le calme e placide acque lambiscono la sponda,
creando mille riverberi argentati
ma significava anche le forze oscure
del male che ne facevano ribollire le acque.Era un mondo carico di pericoli
e di misteri tenebrosi e il ribollire delle onde evocava forze distruttrici:
immagine molto eloquente delle forze del male. Ma davanti al Maestro anche il
mare si arrende. E così Gesù si dimostra ancora una volta il Signore
del tempo, della storia e anche del mare e di ogni forza avversa , naturale
e soprannaturale .
E' veramente Maestro anche della natura inanimata , perché quando parla
, la natura capisce e obbedisce. Quando il Maestro dice "basta!" è
basta! Non c'è forza che tenga! Se le altre forze hanno una certa potenza,
il Signore ha l'onnipotenza, davanti alla quale nessuna forza può entrare
in competizione.
L'uomo moderno crede di aver raggiunto, grazie alla tecnologia , chissà
quale dominio sulla natura, da non rivolgersi più al Signore, ma viene
puntualmente smentito dalle varie catastrofi che si susseguono anche ai giorni
nostri.
E noi davanti alle forze avverse e alle tempeste della vita, che facciamo? Ci
comportiamo come i discepoli? Ci ricordiamo che abbiamo il Maestro nella barca?
Ci ricordiamo di svegliarlo e chiedergli di salvarci, oppure presumiamo di farcela
da soli? L'unico modo sicuro di salvarci in questa traversata della vita , quando
la barchetta rischia di affondare, è quello di guardare al Maestro.Guai
se teniamo gli occhi fissi sulla tempesta! E guai se li teniamo fissi su noi
stessi e sulle nostre povere forze! Affondiamo di sicuro. Non è certamente
afferrandoci per i capelli che ci tireremo fuori dal mare in tempesta. Dobbiamo
alzare gli occhi verso il Signore e ci sentiremo dire anche noi: " Perché
hai così paura? Non temere , ci sono io sulla tua barca".