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In quel tempo gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono
tutto quello che avevano fatto e insegnato". Che bel tempo era quello !
Poter riunirsi attorno al Maestro in persona e fare revisione di vita con Lui.
Raccontargli tutto ciò che si è fatto e sentirsi al centro della
Sua attenzione. Sentirsi capiti, incoraggiati, spronati , ma anche invitati
a riposarsi un po' , in un luogo appartato e solitario. Viviamo in un tempo
in cui l'incomprensione regna pressoché in tutti gli ambienti: di lavoro,
di comunità ( anche ecclesiali), di famiglia ecc. C'è un bisogno
viscerale di sentirsi capiti, accolti per quel che si è, incoraggiati
e non ostacolati, e il Vangelo di oggi ci dice da CHI dobbiamo andare in quei
momenti. " Venite a Me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io
vi ristorerò, venite in disparte e riposatevi un po'". Quanta premurosa
attenzione da parte del Maestro verso i suoi, attento alle loro esigenze come
il migliore dei padri che comprende anche le loro stanchezze . Contento di ascoltare
ciò i suoi hanno da dirgli: questa volta è Lui che ascolta, il
Maestro che di solito insegnava , ora si fa attento ad ascoltare.
La capacità di ascolto è forse ciò di cui ha più
bisogno il mondo di oggi. L'uomo moderno stanco, stressato, non ha tanto bisogno
di una parola quanto di qualcuno capace di ascoltare. E non solo l'uomo moderno,
ma anche i contemporanei di Gesù che sono tutti contenti che il loro
Maestro li stia ad ascoltare . E li inviti a riposarsi un po', perché
" la folla che andava da loro era così tanta che non avevano nemmeno
più il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo
solitario, in disparte."
Domenica scorsa avevamo visto che il corredo per gli apostoli partiti a due
a due ad annunciare la buona novella, doveva essere ridotto al minimo indispensabile.
Perché? Sicuramente perché non sono i mezzi , né i grandi
apparati che convertono i cuori, ma la grazia che si manifesta nella semplicità
di vita ed è più efficace di tanti discorsi altisonanti. E avevamo
visto come l'apostolo non debba cercare altre garanzie e sicurezze al di fuori
della grazia. Oggi vediamo che gli apostoli non devono appoggiarsi sul loro
operato e sul bene fatto, ma devono risalire al donatore di ogni grazia : "
Venite in disparte con me". Cioè ristabilite la comunione con me
e ricentrate il vostro obiettivo sull'unico necessario perché il vostro
operato sia efficace. Non ricercate il consenso umano, che oggi c'è e
domani chissà: all'osanna può sempre seguire un "crucifige";
Dio solo non delude mai!
" Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le parti cominciarono
ad accorrere là a piedi e li precedettero" . Vedete che a piedi
si va più veloci che in barca ( e anche che a cavallo : san Paolo incominciò
a percorrere le strade del mondo solo dopo che fu sbalzato da cavallo
)
e così quando Gesù e compagnia arrivarono, altro che luogo solitario,
era strapieno di gente e Gesù si commosse perché " erano
come pecore senza pastore e si mise ad insegnare loro molto cose". Ecco
che il Maestro , dopo aver ascoltato i suoi discepoli ( e aver sperato di trovare
un luogo solitario) si rimette a fare il Maestro e ad insegnare alle folle.
Preso da compassione! Ecco il tratto più ricorrente e finalizzante degli
atteggiamenti di Gesù: la compassione! Preso da compassione, guariva
gli ammalati, moltiplicava i pani e i pesci, cacciava gli spiriti immondi ecc.
E noi, discepoli moderni dell'Unico Maestro, ci lasciamo ancora prendere da
compassione? E quale?