II
tema di oggi è quello della chiamata a seguire il Signore. Già nella
prima lettura vediamo il giovane Samuele che ,nella notte, si sente chiamare tre
volte per nome e pensa che sia il profeta Eli a chiamarlo, ma questi capisce che
è il Signore e gli dice: " Vattene a dormire e se ti chiamerà
ancora, dirai : Parla Signore, il tuo servo ti ascolta" E Samuele fece così
e divenne poi un grande profeta.
Ogni esistenza è già una prima
chiamata: Dio ci ha tratti dall'abisso vertiginoso del nulla e, dandoci l'essere,
ci ha dato anche un progetto da compiere, un disegno da realizzare che è
addirittura disegnato "sul palmo delle sue mani" (Isaia 49). E' questo
il senso della nostra vita: collaborare a un grande progetto che Dio ha da tutta
l'eternità su ognuno di noi.
Il Vangelo ci parla della chiamata di Andrea
e Simone: " Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi
discepoli e fissando lo sguardo su Gesù che passava disse: Ecco l'Agnello
di Dio! E i due discepoli, sentendolo parlare così seguirono Gesù".
Stupefacente
questa umiltà del Battista: prima si era definito solo una voce che grida
nel deserto e ora è solo più un dito puntato che indica un Altro,
e lo indica a due dei suoi discepoli che lo lasciano per seguire il nuovo Maestro.
Avrà sofferto nel vederli andar via da lui, ma non fa nulla per trattenerli,
sa che lui deve diminuire per lasciar crescere il vero Maestro.Sa che lui è
solo l'amico dello sposo, ma lo sposo è un altro. Quale esempio di sovrana
libertà e di totale distacco da sé stesso! Sublime grandezza di
Giovanni!
E i due discepoli di Giovanni iniziano a seguire quel Galileo che
trasformerà totalmente la loro vita. Per questi uomini di Galilea inizia
qualcosa di radicalmente nuovo: la salvezza è entrata nella loro vita e
non ne uscirà mai più! Quella forza nuova che è entrata nel
mondo, continuerà a rimanervi fino alla fine dei secoli. Quella stessa
voce che ha chiamato i primi discepoli continuerà a chiamarne infiniti
altri, di ogni razza, popolo , lingua e nazionalità. Continuerà
a risuonare fra gli uomini e donne di tutti i tempi e ad attraversare i secoli
senza che questi possano coprirne il suono o offuscarne il ricordo, anzi, serviranno
solo a rivestirla di un manto di universalità senza confini.
"
Gesù allora si voltò e vedendo che lo seguivano disse: che cercate?
Rabbì dove abiti? Venite e vedrete". Ecco Dio che entra nella storia
degli uomini. E vi entra mentre stanno vivendo la loro vita di sempre, si presenta
alla loro riva per invitarli a diventare strumenti e collaboratori del suo piano
di salvezza.
E si presenta alla nostra riva, a noi discepoli di oggi per rinnovare
il suo invito e renderci partecipi del suo grandioso progetto. E' sempre Lui che
si presenta per primo, ma siamo sempre noi che dobbiamo lasciare le nostre reti
e i nostri appigli per seguirlo.
Vedremo in seguito che anche Giacomo e Giovanni
- come Andrea e Pietro- appena ebbero udito la voce del Maestro, lasciarono subito
la barca, le reti e il padre, per seguirlo.Segno che da Gesù emanava veramente
un fascino straordinario, assolutamente unico, che faceva vibrare le corde nascoste
del cuore umano.
Incontrando il Suo sguardo, quei primi discepoli capirono
sicuramente di essere infinitamente amati e sentirono che valeva la pena di lasciare
tutto pur di continuare a incontrare quello sguardo e sentire quella voce, unica
al mondo , che veniva da "oltre". E parlava un linguaggio divino.
Di
colpo capirono che Colui che li chiamava non era più soltanto l'Uomo di
Galilea, ma lo splendore della gloria del Padre, l'eletto, l'inviato, Colui che
,solo ,aveva parole di vita eterna. Andarono dunque e si fermarono presso di Lui.
Per sempre!