La
prima lettura di oggi ci mostra come il profeta sia suscitato da Dio e come debba
essere Suo portavoce. "Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro
fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto
io gli comanderò". Quindi il profeta deve essere un "chiamato"
e un "mandato", non può decidere di sua iniziativa di fare il
profeta e tantomeno di parlare in nome proprio.
Il profeta non è uno
che annuncia il futuro, ma uno che parla in nome di DIO . Proprio per questo il
popolo è tenuto ad ascoltarlo e ad obbedirgli. " Se qualcuno non ascolterà
le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto".
Ha un'autorità che gli viene proprio dal fatto di essere rivelatore del
volere divino.
Il Vangelo ci mostra l'autorità di Gesù che è
ben superiore a quella dei profeti: essa procede dal fatto che Egli è il
figlio di Dio, non solo rivelatore della sua volontà. Questa autorità,
in questo brano , la esercita per scacciare uno spirito immondo. " Gesù
lo sgridò:" Taci, esci da quell'uomo". E lo spirito immondo,
straziandolo e gridando forte, uscì da lui". Meraviglia, stupore e
anche timore davanti a questa autorità sovrana che scaccia lo spirito del
male, e ci mostra inequivocabilmente che il maligno esiste , disturba e agisce.
Azione non riconducibile a semplici disturbi psichici, ma ossessione ( e molto
più raramente, possessione) diabolica vera e proprio. Nessun medico può
guarire da quel " disturbo"; ci vuole un' autorità divina che
ordina allo spirito maligno di andarsene.
Qui vediamo quale fosse l'attività
principale di Gesù: liberare dal male e dal maligno! Con autorità!
Questa autorità avvertita dai presenti , lo fu ancor di più dallo
spirito immondo che abitava uno di essi, e gridò :" Che c'entri con
noi Gesù Nazareno, sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei : il Santo
di DIO".
Cerchiamo di immaginarci la scena: Gesù entra in chiesa,
sale all'altare e si mette a predicare. A un certo punto qualcuno urla e si dibatte
e Gesù comanda di tacere e di uscire. Davanti a questa parola che realizza
ciò che dice, ( quando mai le nostre parole operano ciò che dicono?)
si rimane incantati e stupefatti, ma probabilmente anche noi dobbiamo farci quella
domanda : " Che c'entri con noi Gesù di Nazaret?". C'entra veramente
nella nostra vita, nelle nostre scelte,oppure gli dedichiamo solo i ritagli di
tempo e mezz'ora per la messa domenicale? Altra domanda: "A lui darete ascolto"
. Diamo veramente ascolto a Lui, alla Sua Parola, oppure diamo retta a tutt'altro
e la sua Parola manco la conosciamo? Ecco alcuni interrogativi che le letture
di oggi possono e devono suscitarci.
Voglio concludere con questa bella preghiera
di speranza e di fiducia in un mondo dominato dalla paura e dal pessimismo ,scritta
da don Giuseppe Sacino: " Al più forte, a Gesù Messia: io credo
che tu sei il più forte; più forte del maligno, più forte
della morte, più forte del mio peccato, più forte dell'odio , della
guerra , del terrorismo. Tu sei il più forte. Per questo credo che il mondo,
anche quello in cui il Maligno abita e sembra dominare, è già redento
e attende il momento della tua manifestazione. Voglio vedere in tanto buio, le
stelle della speranza, capaci di rompere le spesse coltri del male. Anche nella
tua Chiesa ci sono profeti senza la Parola, lampade spente senza l'olio della
consolazione . Perdonaci Signore e manda ancora il tuo Spirito a sovvertire le
nostre prudenze, a darci la gioia di amarti davvero; e nel mondo irrigato dalla
tua grazia, tornerà la speranza. Amen"