Il
Vangelo di questa domenica ruota attorno a tre temi dominanti: la vita eterna,
la fede, il giudizio.
" Così bisogna che sia innalzato il Figlio
dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna: Dio infatti
ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque
crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna: Dio non ha mandato il Figlio
nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo
di Lui".
La vita eterna. Se ci chiedessero di colpo che cos'è la
vita eterna, cosa risponderemmo? Probabilmente l'unanimità delle risposte
al sondaggio sarebbe : " E' la vita che inizia dopo la morte" . E invece
l'evangelista Giovanni dice : " La vita eterna è conoscere Te, l'unico
vero Dio e Colui che hai mandato Gesù Cristo". Ecco una notizia sconvolgente,
cioè che sconvolge tutti i nostri modi di pensare perché se la vita
eterna consiste nel conoscere, significa che essa non inizia alla nostra morte,
ma alla nostra nascita.
Dio dandoci l'essere ci dà implicitamente anche
la capacità di conoscere che diventerà perfetta nell'età
adulta, ma ognuno di noi la riceve in potenza già alla nascita. L'adulto
avrà una conoscenza più perfetta di quella del bambino , ma ad ognuno
Dio dà la capacità di conoscere non solo la realtà che lo
circonda, ma soprattutto di conoscere Lui, l'unico vero Dio. " Venne nel
mondo la luce vera, quella che illumina OGNI uomo" Quindi tutti la riceviamo;
perciò dal momento in cui iniziamo ad esistere cominciamo anche ad essere
capaci di conoscere Dio e vivere così la vita eterna fin da quaggiù.
Fin dal battesimo riceviamo in noi la vita di grazia che non è altro
che il germe della gloria, quindi nella misura in cui viviamo in grazia , viviamo
la stessa realtà della gloria ( benché in germe)
la cui pienezza
sarà raggiunta quando vedremo Dio faccia a faccia. S. Elisabetta della
Trinità diceva : " Ho trovato il cielo sulla terra, perché
il cielo è Dio e Dio si trova nella mia anima" . Ecco l'eternità
vissuta.
Ma non basta conoscere, bisogna anche credere: " Chiunque crede
in Lui, ha la vita eterna". Se la vita eterna è la realtà più
grande, la fede è l'opera più grande e adeguata ad essa. La fede
è il tesoro più prezioso che abbiamo perché ci apre gli orizzonti
sconfinati dello spirito; e il mondo la perde con estrema facilità per
correre dietro a miraggi traditori e chimere ingannatrici.
La fede ci fa entrare
nel mondo di Dio, ci dà la forza stessa di Dio, illumina la nostra vita,
dà senso a quel che facciamo e al perché viviamo: senza la fede
la vita diventa una notte tenebrosa senza senso e senza sbocco, se non nel buco
nero e vertiginoso dell'eterno nulla. In qualsiasi prova e traversia della vita
l'unica domanda che dobbiamo farci è :" In questa prova ho conservato
la fede?" Se possiamo rispondere di sì, non abbiamo perso niente anche
se avessimo perso tutto. Non c'è peggior catastrofe che perdere la fede:
tutte le altre sono niente in confronto perché non metteranno mai a rischio
il nostro destino eterno, mentre se perdiamo la fede, la nostra vita che era destinata
ad un'esplosione di gloria, finirà in un'estinzione tenebrosa.
"Chi
crede in Lui non è condannato". Ecco il giudizio! E' la fede stessa
che lo stabilisce : " Chi crede, non va incontro al giudizio, ma è
passato dalla morte alla vita". Chi ha fede dunque , non va neanche incontro
al giudizio. Chiediamo questa virtù fondamentale per la nostra vita cristiana
e per la nostra salvezza eterna. " Credo Signore, ma aumenta la mia fede".