Dopo
la liberazione dell'indemoniato e la guarigione della suocera di Pietro di domenica
scorsa, oggi assistiamo al terzo miracolo che Gesù fa dall'inizio del suo
ministero in Galilea: la guarigione del lebbroso.
Abbiamo visto come il Vangelo
ci mostri , di volta in volta, i vari poteri che Gesù aveva:
1. sulle
forze scatenate della natura quando comandava al vento e al mare in burrasca di
placarsi e questi subito gli obbedivano, suscitando grande timore negli apostoli
che si domandavano: " Ma chi è costui al quale anche i venti e il
mare obbediscono?"
2. sugli spiriti immondi che essendo puri spiriti ,
sono forze molto superiori, naturalmente parlando, alle forze puramente umane,
al punto che neppure gli apostoli riuscivano sempre a scacciarli, ma Gesù
col solo ordine "esci da costui" li cacciava immediatamente;
3. sulla
morte, addirittura, che riuscì a far retrocedere più di una volta,
riportando in vita Lazzaro, la figlia di Giairo , il figlio della vedova di Naim,
destando sempre immenso stupore e meraviglia nei presenti;
4. sulla malattia,
come vediamo nel brano di Vangelo odierno, nella guarigione del lebbroso;
"In
quel tempo , venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli
diceva: se vuoi puoi guarirmi. Mosso a compassione , stese la mano, lo toccò
e gli disse :"Lo voglio, guarisci!" Subito la lebbra scomparve ed egli
guarì".
La lebbra ,come sappiamo tutti, era quella terribile malattia
che isolava completamente la persona che ne era affetta: questa veniva considerata
impura e relegata fuori dalle mura della città, col divieto assoluto di
avvicinare altre persone. Ebbene questo lebbroso contravviene arditamente ad ogni
prescrizione della legge ed infrange tutte quelle regole: avendo sentito parlare
di Gesù e dei suoi straordinari poteri, si mette in cammino, entra nella
città, si avvicina a Gesù supplicandolo di guarirlo. E Gesù
MOSSO A COMPASSIONE, infrange anche Lui ogni regola di prudenza e di prescrizione
legale: stende la mano , lo tocca - quando era severamente proibito farlo- e lo
guarisce immediatamente.
Mosso a compassione! Ecco qual era per Gesù
la legge suprema che lo faceva agire: la compassione
E questa non lo arrestava
neanche davanti ai farisei infuriati: gli faceva infrangere addirittura il sacrosanto
riposo sabbatico e l'intoccabile suprema legge dai 613 precetti, per schierarsi
dalla parte di paralitici, lebbrosi, ciechi, zoppi e storpi vari che erano al
di fuori di ogni precetto perché colpiti da mali invalidanti e "vergognosi"
che li rendevano impuri e inavvicinabili dai loro simili.
Gesù non
aveva paura di rendersi complice di questi poveri rifiuti umani ai quali non rimaneva
più niente se non una fiducia totale ed incondizionata nel Rabbì
di Galilea. E a questa fiducia totale del lebbroso, Gesù risponde con l'immediata
guarigione.
"Se vuoi puoi guarirmi!" Mi colpisce e commuove profondamente
questa fede totale di quel povero lebbroso. Sapeva che per la sua malattia non
esisteva nessun rimedio umano, ma sapeva anche che poteva rivolgersi a Colui che
tutto può, quindi riconosce veramente che Gesù è Dio. Infatti,
dopo la guarigione, nonostante il divieto severo di Gesù di non dire niente
a nessuno, ma di limitarsi ad andare dai sacerdoti per fare l'offerta prescritta
dalla legge mosaica in caso di guarigione, egli sbandiera ai quattro venti, la
guarigione avvenuta e rivela a tutti i poteri straordinari di Gesù "
al punto che Egli non poteva più entrare pubblicamente in una città
e si ritirava in luoghi deserti", ma anche lì finivano per trovarlo
e venivano da ogni parte.
Ecco i poteri della fede! Quanta strada ha fatto
l'anima di questo povero lebbroso grazie alla fede: ha ottenuto addirittura la
guarigione del corpo! E quanta strada farebbe la nostra anima se avessimo più
fede: giungerebbe fino al cuore di DIO. E varcherebbe la soglia dell'impossibile.