VITA SENZA FRONTIERE

Il tempo vola. Siamo giunti ancora una volta alla fine dell'anno liturgico e con questa domenica ne iniziamo uno nuovo. Liturgicamente parlando siamo nell'anno C e meditiamo sul vangelo di Luca. Una tappa è finita e ne inizia una nuova. Un anno è passato - fra un mese terminerà anche l'anno civile- portando con sé avvenimenti, cose, persone, passate anche loro. Definitivamente! Questo scorrere inesorabile dei giorni che non torneranno mai più, è forse la cosa più misteriosa della vita, e vi siamo talmente abituati che non ci facciamo neanche caso. Passiamo nel tempo e col tempo che lascia il segno incancellabile nella nostra vita, ma nessuno lo può fermare . Nessuno per quanto potente possa essere, potrà mai far tornare indietro il giorno di ieri che è passato! Questa nostra corsa nella vita e nel tempo ha un'unica e incontrovertibile direzione: va solo e sempre verso il futuro. Nel passato nessuno torna più! Tutto è di passaggio verso il futuro, anche il cielo e la terra, e tutto va verso una fine. Ogni cosa che ha avuto un inizio, avrà anche una fine: Terra, Sole, stelle galassie esauriscono inesorabilmente le loro scorte che non saranno eterne. La finitezza è inscritta in ogni realtà creata. Solo Dio è increato, quindi infinito ed eterno. E per noi che abbiamo un'anima spirituale, il termine della vita non sarà una fine , ma un entrare in una dimensione nuova dove non ci sarà più " né lutto, né affanno, né lamento perché le cose di prima sono passate" . E faremo l'esperienza dei nuovi cieli e nuova terra perché "io faccio nuove tutte le cose" . Promessa solenne di Gesù le cui parole non passeranno mai!
Fine dell'anno dunque e tempo di bilanci. Facciamoci qualche domanda per entrare nell' Avvento un po' rinnovati. Come va la mia vita ? C'è qualcosa che va rivisto? Qual è il fine principale ? So dare grandi orientamenti al mio esistere o vivo alla giornata rincorrendo obiettivi solo contingenti: lavoro, studio, svago, senza mai alzare la testa verso le cose di lassù? Se la nostra vita è priva di grandi orizzonti chiediamo la grazia di saperle dare un colpo d'ala e orientarla verso un fine eterno. Se no rischiamo di banalizzare questi grandi temi escatologici di queste domeniche riducendoli veramente a …discorsi delle scatole. L'escatologia ( dal greco eschatos = realtà ultime) ci invita a guardare al nostro destino futuro che sarà eterno e ad essere vigilanti per trovarci pronti ad accogliere il Signore quando verrà. " Vegliate e pregate in ogni momento".
Paolo raccomandava già ai cristiani di allora, di"aspettare la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, al momento della Sua venuta" Quel misteriosissimo ultimo giorno che i primi cristiani attendevano già come imminente e che noi, più di duemila anni dopo, rischiamo di non attendere più per niente! Ma Gesù in questo Vangelo ci mette bene in guardia contro questa smemoratezza:" State attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni , ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso". Egli ci dice questo per ricordarci che dobbiamo impostare la nostra vita come un incontro con Qualcuno( e qualcuno che viene) e non come un'avventura solo nostra, da vivere senza far riferimento a Lui.
Quante volte Dio è venuto nella nostra vita, nell'anno appena trascorso? Quante volte abbiamo saputo riconoscerlo? Chiediamo occhi per vedere il passaggio di e riconoscerne gli annunci!