DOVE
CORRIAMO?
Il tema dominante dei testi di questi domenica è lumiltà.
Imparate da me che sono mite e umile di cuore. Termine
ormai in via destinzione in una società che predica larrivismo
a tutti i costi, la corsa ai primi posti, limportanza di strappare
il consenso, lapplauso, laudience, la prima pagina e poi
anche la seconda e la terza e via di seguito.
In un mondo dunque, dove tutti dicono che bisogna farsi avanti, il
Vangelo invita a farsi indietro o, perlomeno, a stare al proprio posto.
Imparate da me che sono mite e umile di cuore e- ecco il bello!-
troverete ristoro per le vostre anime. Ecco perché il
mondo non trova ristoro e neanche riposo: perché è una
gran fatica stare dietro a tutto quel farsi avanti, e anche un gran
dispendio di energie, mentre starsene indietro o, perlomeno , starsene
al proprio posto,sarebbe, oltre che un gran riposo, anche un gran
ristoro per le nostre anime.Infatti solo allora saremmo veramente
ristorati perché saremmo visitati dalla presenza dellAmico
per eccellenza che finché siamo tutti occupati a cercare
noi stessi- non possiamo pretendere di incontrarlo per il semplice
fatto che non ci sogniamo neanche di cercarlo! E Lui rispetta e sta
in disparte
Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché
hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e
le hai rivelate ai piccoli. Solo occupandoci di ascoltare Lui
e non le voci tonanti del mondo- impareremmo infatti, quelle
cose che ci renderebbero veramente sapienti, di quella sapienza
tutta speciale, nascosta, non appariscente né ridondante, ma
tanto più sostanziale, perché procedente dalla Sapienza
stessa, fatta Persona incarnata.
Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io
vi ristorerò. Siamo affaticati certo, perché continuamente
alla ricerca di cose che non ci sono, cioè che ci sfuggono
perché non ci saziano: sono come dei miraggi che appena crediamo
di afferrarli e di spremerli fino allultima goccia, ecco che
si volatilizzano nel nulla, lasciandoci lamaro in bocca e il
vuoto nel cuore.
Siamo stanchi perché continuiamo a correre e non abbiamo neanche
più il tempo di chiederci dove andiamo, anzi addirittura il
tempo si è messo a correre pure lui non diciamo forse
sempre più spessocoi tempi che corrono
Siamo
riusciti a far correre anche il tempo, come se, stando fermo, non
passasse lo stesso!. E poi ci stupiamo di essere stanchi! Di questo
passo arriveremo, non solo stanchi, ma sfiniti! Dove? Ecco il punto:
nessuno lo sa! Si corre e si continua a correre, ma la meta , nessuno
sa quale sia e, forse, nessuno se la prefigge più. Quindi la
conseguenza più logica è che siamo anche oppressi, è
il minimo! Come non essere oppressi da questo continuo correre senza
mai sapere perché si corre e dove si corre? Siamo oppressi
dal non senso della nostra esistenza, dal non trovare risposte perché
non siamo più capaci di farci le vere domande: perché
vivo, da dove vengo ,dove vado? Abbiamo perso la nostra carta didentità,
quella vera, esistenziale,.che ci verrà chiesta, non ai confini
di Stato, ma a quelli della vita:
Da dove vieni? DallEsilio (questa terra)
Dove vai? Torno in Patria (il Cielo)
Chi è tuo padre? DIO
Il visto dentrata? I meriti di Gesù Cristo morto e risorto
per me
E questa la nostra realtà: veniamo da Qualcuno e torniamo
a Qualcuno. Non veniamo dal nulla e non torniamo al nulla, ma veniamo
da Dio e torniamo a Lui. Non esiste il nulla, esiste Dio. Jahwè
significa Colui che è, mentre il nulla vuol dire
ciò che non è. Come si può credere
di tornare nel nulla che , per definizione non esiste. Cè
una contraddizione in termini. Ma Dio non è solo Colui che
è, cioè che esiste per forza propria, ma anche Colui
che è vicino. Vicino ad ognuno di noi: ci ascolta, ci perdona
e ci ristora quando siamo stanchi, affaticati e oppressi.