Da
questa pagina, potrai seguire le catechesi e le meditazioni
sul pensiero e sull'azione di S. Caterina da Siena,
patrona
d'Europa, offerte da sr Elena Ascoli
op, relatrice al Simposio Cateriniano (aprile 2003)
Per
questo mese mariano, pubblichiamo l'Orazione XI, nel
giorno dell'Annunciazione
Caterina
da Siena, Maestra di preghiera
O
Maria, Maria, tempio della Trinità!1- O Maria,
portatrice del fuoco! 2- Maria, porgitrice di misericordia,
3 -Maria germinatrice 4- del frutto 5-
Maria ricomperatrice 6 -dell'umana generazione, perché
sostenendo la carne tua nel Verbo fu ricomprato il mondo: Cristo
lo ricomprò con la sua passione e tu col dolore del corpo
e della mente. 7 - 0 Maria mare pacifico, Maria donatrice
di pace, Maria terra fruttifera. 8-Tu, Maria, sei quella
pianta novella della quale abbiamo il fiore odorifero del Verbo
unigenito Figliuolo di Dio, perché in te, terra fruttifera,
fu seminato questo Verbo. 9- Tu sei la terra e sei la
pianta di fuoco, tu portasti il fuoco nascosto e velato sotto
la cenere della tua umanità. 10- 0 Maria vasello
d'umiltà, nel quale vasello sta e arde il lume del vero
conoscimento, col quale tu levasti te sopra di te, e perciò
piacesti al Padre eterno, onde egli ti rapì e trasse
a sé amandoti di singolare amore.
Con questo lume e fuoco della tua carità e con l'olio
della tua umiltà traesti tu e inchinasti la divinità
sua a venire in te, benché prima fu tratto l'ardentissimo
fuoco della sua inestimabile carità a venire a noi. 11-
O Maria, perché tu avesti questo lume, non fosti stolta
ma prudente e con prudenza volesti investigare dall'angelo come
fosse possibile quello che t'annunciava. 12- Tu, o Maria,
sei fatta libro 13 nel quale oggi è scritta la
regola nostra. In te oggi è scritta la sapienza del Padre
eterno, in te si manifesta oggi la fortezza e libertà
dell'uomo. Dico che si mostra la dignità dell'uomo 14
-perché se io raguardo in te, Maria, vedo che la mano
dello Spirito Santo ha scritta in te la Trinità, formando
in te il Verbo incarnato, unigenito Figliuolo di Dio: ci scrisse
la sapienza del Padre, cioè lo stesso Verbo; ci ha scritto
la potenza, perché fu potente a fare questo grande mistero;
e ci ha scritto la clemenza dello Spirito santo, perché
solo per grazia e clemenza divina fu ordinato e compito tanto
mistero. 15 -
Se io considero il grande Consiglio tuo, Trinità eterna,
vedo che nel lume tuo vedesti la dignità e nobiltà
dell'umana generazione; quindi, cosi come l'amore ti costrinse
a trarre l'uomo di te, così quel medesimo amore ti costrinse
a ricomprarlo, essendo perduto. Ben dimostrasti che tu amasti
l'uomo prima che egli fosse, quando tu volesti trarlo di te
solo per amore; ma maggiore amore gli mostrasti i dando te medesimo,
rinchiudendoti oggi nel vile saccuccio della sua umanità.
E che più gli potevi dare, che dare te medesimo? 16
- Onde veramente tu gli puoi dire: "Che t' ho io dovuto
o potuto fare che io non l'abbia fatto? "O Maria, io vedo
questo Verbo dato a te essere in te, e non di meno non è
separato dal Padre, così come la parola , che l'uomo
ha nella mente che, benché ella sia proferita di fuori
comunicata ad altri, non si parte però né è
separata dal cuore. 17 - In queste cose si dimostra la
dignità dell'uomo, per cui Dio ha operate tante e così
grandi cose. 18 -In te ancora, o Maria, si dimostra oggi
la fortezza e libertà dell'uomo perché dopo la
deliberazione di tanto e così grande consiglio è
mandato a te l'Angelo ad annunciarti il mistero del consiglio
divino e cercare la volontà tua, e non discese nel ventre
tuo il Figliuolo di Dio prima che tu lo consentissi con la volontà
tua. 19 - Aspettava alla porta della tua volontà
che tu gli aprissi, perché voleva venire in te; e giammai
non vi sarebbe entrato se tu non gli avessi aperto dicendo:
"Ecco l'ancella del Signore, sia fatto a me secondo la
parola tua". 20-Picchiava, o Maria, alla porta tua
la Deità eterna, ma se tu non avessi aperto l'uscio della
volontà tua non sarebbe Dio incarnato in te. Vergognati,
anima mia, vedendo che Dio oggi ha fatto parentado con te in
Maria. Oggi t'è mostrato che benché tu sia fatta
senza te non sarai salvata senza te; quindi, come detto è,
oggi bussa Dio alla porta della volontà di Maria e aspetta
che ella gli apra. 21- O Maria, dolcissimo amore mio,
in te è scritto il Verbo dal quale noi abbiamo la dottrina
della vita; tu sei la tavola che ci porgi quella dottrina. Io
vedo questo Verbo, non appena egli è scritto in te, non
essere senza la Croce del santo desiderio, ma appena egli fu
concepito in te gli fu innestato ed annesso il desiderio di
morire per la salute dell'uomo, per la quale egli si era incarnato;
e perciò grande croce gli fu portare tanto tempo quel
desiderio che egli avrebbe voluto subito si fosse adempito.
A te ricorro, Maria, e a te offro la petizione mia per la dolce
sposa di Cristo dolcissimo tuo figliuolo e per il vicario suo
in terra: che gli sia dato lume si che con discrezione tenga
il modo debito, efficace per la restaurazione della Chiesa.
Uniscasi ancora il popolo insieme, e si conformi il cuore del
popolo col suo, sì che mai non si levi contro il capo
suo. Pare a me che tu, Dio, eterno, abbia fatto di lui una incudine,
ché ognuno lo percuote con la lingua e con le opere quanto
può. 22- Ancora ti prego per quelli che tu hai
messi nel desiderio mio con singolare amore: che tu arda i cuori
loro sì che siano carboni non spenti ma accesi ed infocati
nella carità tua e del prossimo, sì che nel tempo
del bisogno essi abbiano le navicelle loro ben fornite per loro
e per gli altri. 23- Io ti prego per quelli che tu m'hai
dati, benché io non sia loro cagione di alcun bene, ma
sempre di male, perché io sono loro, non specchio di
virtù ma di molta ignoranza e di negligenza. 24-
Ma oggi io domando arditamente perché questo è
il dì delle grazie e so che a te, Maria, nessuna cosa
è negata. Maria, oggi la terra tua ha germinato a noi
il Salvatore. 25 -Peccavi Domino tutto il tempo della
vita mia, peccavi Domino; miserere mei, dolcissimo ed inestimabile
amore. 0 Maria, benedetta sia tu tra tutte le femmine in seculum
seculi, perché oggi tu ci hai dato della farina tua.
Oggi la deità unita ed impastata con l'umanità
nostra sì fortemente che mai non si poté separare,
né per morte né per nostra ingratitudine, questa
unione; anzi, sempre fu unita la deità e col corpo nel
sepolcro e con l'anima nel limbo e insieme con l'anima e con
il corpo in Cristo. Per sì fatto modo fu contratto e
congiunto, questo parentato, che così come mai non fu
diviso, cosi in perpetuo mai non si discioglierà. 26
- Amen
Note
1
La dignità più grande di Maria Santissima, ma
anche di ogni battezzato, è di essere "tempio della
Trinità". Santa Caterina va subito all'essenziale
della dignità della persona e ci indica in tal modo anche
la nostra prima missione nella storia: essere per tutti e per
tutta la creazione il tempio di Dio, cioè il luogo dove
Egli ama mettere la sua tenda tra gli uomini.
Per meglio comprendere dovremmo cercare il significato delle
parole di S. Paolo: Voi siete tempio di Dio. Cercare
ancora il significato del Tempio nell'Antico e Nuovo Testamento.
2
Dello Spirito Santo: è per opera dello Spirito Santo,
che è Amore e clemenza, che la Vergine, la nuova Eva,
diviene la Madre del Verbo.
3
Del Padre che, commosso nella sua infinita ed eterna tenerezza,
non distrugge il creato, non ripudia la creatura, ma la ricrea
nel seno della sua Misericordia. La parabola del figlio prodigo
sarà il commento più bello perché è
lo stesso Gesù, tutto Dio e tutto Uomo, Verbo incarnato
a svelarci la realtà dell'Amore Trinitario: Lui solo,
vero Dio, seconda Persona della Santissima Trinità, perché
nel segreto eterno della Misericordia del Padre e della clemenza
dello Spirito Santo, poteva rivelarci questi indicibili segreti.
Non vi chiamerò più servitori, ma amici.
4
Che fai nascere il frutto
5
Del dolce Verbo incarnato: come dall'albero fu colto il frutto
della superbia, della rivolta che portò l'uomo lontano
da Dio e continua a portarci da Lui lontano ogni qualvolta anche
noi lo cogliamo, così dall'Albero della Croce noi possiamo
cogliere il Frutto dell'amore che per amore a noi si dona nella
dolcissima Eucaristia. Egli per noi si è fatto cibo e
per noi versa il suo Sangue sparto con fuoco d'amore. Chi tende
la mano alla Croce troverà una Madre che lo aiuterà
a cogliere e a mangiare di quel frutto che a volte è
amaro per il dolore e la morte al nostro io, ma subito diviene
dolce perché l'Agnello immacolato per noi per primo lo
ha mangiato e per noi si offre ogni giorno: ecco che il Golgota
diviene il luogo concreto e preciso dove noi troviamo l'Albero
della vita. Sempre e soltanto una cosa ci è richiesta:
fidarci di Dio, fidarci con umiltà di quell'Amore di
cui abbiamo tanta nostalgia e che solo può darci la vera
conoscenza della vita. Il giardino dove si trova il Frutto è
la Chiesa.
6
Ricompri, riscatti.
7
Questa affermazione ci dice la profonda e reale unione tra Gesù
e la Madre sua. Vero Uomo e vero Dio, Egli vive tutto anche
in Maria, che davvero è la Théotokos. La potenza
di intercessione di Maria si fonda pertanto nella realtà
ontologica della su maternità verginale del Verbo: la
redenzione di tutta la creazione inizia nel giorni dell'Annunciazione,
nel giorno del sì di Maria Vergine.
Et incarnatus est. Ma sappiamo dall'insegnamento dei
Padri della Chiesa che la Vergine Madre è anche immagine
della Chiesa chiamata a completare nella sua carne e nella sua
mente, cioè nel suo cuore di Madre, ciò che, misteriosamente,
manca alla Passione del Cristo suo Sposo.
8
Il cuore di Caterina è estasiato dinnanzi alla bellezza
eterna e immacolata di Maria: è armonia che infonde pace,
calda luce che conforta, specchio della dignità dell'uomo
creato ad immagine e somiglianza di Dio Uno e Trino. Come non
pensare alle bellissime rappresentazioni dell'arte senese che
Caterina contemplava. La Vergine Madre è davvero la creazione
nuova: chi La contempla altro non desidera che lasciarsi da
Lei insegnare, abbracciare e condurre al Figlio suo Gesù.
9
Questa immagine ci riporta immediatamente alla creazione nuova,
alla redenzione: dopo l'albero del Paradiso terrestre dove Adamo
ed Eva si rivoltarono contro Dio occorreva una nuova creazione,
un nuova pianta che generasse un nuovo virgulto: è nascosta
in questa immagine tutto il mistero dell'Incarnazione che per
il misterioso volere della Santissima Trinità, passa
attraverso la pianta novella che la Vergine di Nazareth. Bisogna
accettare con tutto il cuore, cioè con tutta la nostra
vita.
10
Tutti questi titoli richiamano alla realtà della creazione,
quindi ci rimandano al Creatore: in questo modo Santa Caterina
ci insegna a contemplare, cioè ad osservare le cose con
l'intelligenza del cuore, riferendole al loro Creatore.
Vedere, osservare , contemplare sono come tra scalini che ci
fanno penetrare umilmente e con tanto rispetto nel segreto della
realtà è questo come un bell'esercizio che dà
pace e serenità: è una via di conoscenza che ci
fa comprendere come nulla sia senza significato perché
il granellino di terra porta in sé il mistero dell'amore
di Dio Creatore come il fiore più nobile e complesso....
Solo in questa ottica possiamo capire il modo di pregare di
S. Caterina e perché possa paragonare per analogia la
Vergine e Madre Maria a queste luminose realtà campestri.
11
Il vero conoscimento che attira l'amore del Padre è il
riconoscersi sua creatura. Va ben capito: non perché
Dio sia un despote che vuole a tutti i costi essere onorato,
riverito: il padre-padrone di Hegel che vede il cristianesimo
concluso nell'ira sfogatasi sul Figlio del venerdì santo.
No, tutto il contrario. Soltanto quando la creatura riconosce
di ricevere l'essere, la sua vita, che sono un dono eterno (il
tempo infatti scorre, il nostro vivere, la nostra persona è
fatta per l'eternità) entra nell'umiltà, riesce
ad aprire le porte all'Amore e incontra Dio come Padre che tanto
la ama da dare per lei il suo unico Figlio. Scaturisce allora
dal suo cuore un canto di riconoscenza e come Maria e con Maria
canta il Magnificat. E l'Amore attira l'Amore, come l'acqua
di un fresco ruscello che scorre verso il mare: come non pensare
alla meditazione conclusiva del Dialogo, dove la Trinità
è questo Mare nel quale assetata l'anima si immerge e
finalmente trova la beatitudine, la pace, la gioia...
12
Della carità che illumina l'intelligenza dell'uomo facendogli
amare ciò che Dio ama ed odiare ciò che Dio odia.
Ancora una volta va sottolineato che ciò che Dio ama
e sempre a beneficio eterno di ogni sua creatura: chi è
l'uomo che ti curi di lui? Chi è l'uomo perché
Tu te ne dia pensiero? (Salmo 8) La vera prudenza è
un saper discernere, scegliere e decidere, legato all'Amore,
che sgorga dalla SS.ma Trinità e che è riversato
nei nostri cuori con il Battesimo, alimentato con la SS.ma Eucaristia
e vivificato con il Sacramento della Confessione, della Riconciliazione.
13
Anche del Crocifisso, Caterina parla come di un Libro: S. Caterina
ci insegna ancora una volta a pregare. Spesso divaghiamo,siamo
distratti: soffermiamoci ad osservare, per poi contemplare una
ella immagine della Vergine e pensiamo alla sua vita, ritroviamo
con la memoria il suo agire nei Vangeli. Sarà come un
Libro che si apre e ci svela i segreti semplici e profondi della
santità, dell'abbandono della nostra volontà propria
per entrare con amore e per amore nella volontà forte
e dolce di Dio. Maria come Libro si fa via che ci introduce
alla vera sapienza: in Lei ritroviamo i tratti del Volto del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
14
In Maria ritroviamo anche i nostri tratti, così come
siamo stati pensati e voluti in seno alla Trinità Santissima.
Brilla dunque in Lei la nostra vera fisionomia non deturpata
dal peccato. Ma ci è anche ricordato che la rivolta non
ha cancellato i tratti trinitari dell'essere dell'uomo. Per
questo cerchiamo Dio, desideriamo la pura Bellezza e possiamo
vivere solo di amore: siamo arbori d'amore, fatti per amore.
Non c'è peccato che possa cancellare questa somiglianza
con Dio Amore. Ma perché non ci sbagliassimo ancora ci
è stato donato il Figlio dolce Verbo incarnato, Agnello
svenato per noi in Croce. Lui sarà il Libro dove possiamo
imparare nuovamente la Verità dell'Amore.
15 Queste parole ci ricordano che la vita è un dono
gratuito di purissimo amore da parte di Dio nostro Creatore.
Quando poi meditiamo su quanto è affermato poco prima
il cuore può solo cantare Deo gratis. Non solo
Dio ci dà di esistere eternamente, ma ci ha ornato della
sua stessa Bellezza creandoci ad immagine e somiglianza sua.
Santa Caterina ci insegna in questo modo a pregare con in un
modo da uscire dal nostro piccolo io con i suoi piccoli o grandi
problemi: si fa maestra di preghiera per noi insegnandoci a
contemplare prima di ogni cosa Dio e le sue opere. E' questa
una attitudine molto necessaria oggi e guaritrice di tanta tristezza
e di dilagante sconforto: infatti sapersi dono costante ci rassicura
di due cose fondamentali per vivere con serena forza anche in
mezzo alle più aspre difficoltà. Prima di tutto
abbiamo la certezza che non c'è un solo istante della
nostra vita in cui non siamo amati: creati per amore siamo ogni
istante mantenuti nell'essere, in vita. Questo per l'eternità:
Dio non ci "cancellerà" mai dal suo cuore,
anzi a Lui, sempre più ci attira con la forza della Potenza
del Padre, con la Sapienza che ci guida nei nostri giorni, del
Figlio, con l'unzione dolce e vigorosa dello Spirito Santo.
Da ciò scaturisce che possiamo comprendere il senso della
nostra vita: abbiamo uno scopo per vivere, anzi lo scopo fondamentale
è la realizzazione di quella profonda nostalgia che ci
portiamo più o meno consapevolmente in cuore: vedere
Dio, vivere con Lui, essere totalmente immersi nel mistero della
SS.ma Trinità. Dobbiamo ringraziare il Signore di donarci
dei Santi come Caterina che ci insegnano a pregare, cioè
ad entrare in comunione con Dio, ad incamminarci cioè
sulla strada della vera conoscenza interiore delle cose, della
vita: conoscenza che ci fa trovate l'unità del nostro
essere. Questa unità che l'uomo moderno ha perso, perché
ha voluto credere alla triste bugia della "morte di Dio".
16 Ma non solo Dio non può morire, ma nemmeno l'uomo:
possiamo smarrirci, ma in risposta al nostro errare lontano
da Lui, Dio dona se stesso: Et incarnatus est. Il tono colmo
di tenerezza paterna di queste parole ci ricorda le Lamentazioni
del giorno della Passione di Cristo: Popolo mio che cosa ti
ho fatto? Siamo quindi spinti a meditare sulla nostra indifferenza,
sulla nostra ingratitudine. Ora l'ingratitudine è fonte
di tante sofferenze prima sia per noi medesimi perché
ci chiude al buono, al bello che ci circonda, sia per i nostri
vicini, amici, collaboratori perché non si sentono amati.
Senza amore noi moriamo e facciamo morire, perché siamo
fatti d'amore e per amore. Giustamente il Papa nel suo insegnamento
tante volte insiste sul dono di sé come vera realizzazione
della nostra persona. L'amore che sgorga dalla Passione di Gesù
vero uomo e vero Dio è fin d'ora vita eterna che salva
e dona luce. E' il mistero sacro e indicibile della Chiesa.
17
L'amore non si separa dall'amato e non separa gli amati da noi.
La nostra somiglianza con Dio si rivela proprio nel modo di
amare cui siamo chiamati. Siamo nella beatitudine solo quando
amiamo secondo la "nostra" vera natura: quella di
figli di Dio. La gelosia, la possessività sono frutti
del peccato che portano all'odio, alla morte. La magnanimità,
la generosità, la gioia che chi amo da altri sia amato
e anche con altri trovi la sua gioia sono frutti dello Spirito
Santo.
Basti leggere quanto scrive S. Paolo nella lettera ai Galati
capitolo 5, 16 - 26: Vi dico dunque: camminate secondo lo
Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;
la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito
ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a
vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma
se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto
la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione,
impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie,
discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze,
orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come
già ho detto, che chi le compie non erediterà
il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore,
gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è
legge.
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la
loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto
viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli
uni gli altri.
18
Con La vergine Santissima cantiamo anche noi il Magnificat e
impariamo ad amare ciò che Dio ama.
19
Maria è lodata anche con il titolo di Vergine dell'ascolto.
L'ascolto suppone il silenzio, che non solo mancanza di rumore,
ma liberazione della nostra volontà propria che strepita
e non ci fa intendere la Parola di Dio nella nostra vita. La
Vergine Madre ha saputo accogliere l'Angelo come un messaggero
di Dio perché il suo cuore desiderava Dio e la sua volontà
più di ogni cosa.
Lo ha ascoltato e nelle sue parole ha riconosciuto la voce dell'Altissimo
perché Ella nutriva sempre la sua mente e il suo cuore
della Parola della Sacra scrittura. Quando noi conosciamo, e
bene, un artista, riconosciamo subito le sue opere anche se
mescolate a molte altre.
20
Dio è paziente; anche i suoi santi lo sono. Ma pazienza
non è indifferenza, lasciar fare: la divina e sacra pazienza
sgorga dalla carità che solo vuole e desidera ardentemente
il vero bene dell'altro: la vita eterna.
21
Maria Santissima ha aperto con la consapevolezza cristallina
del suo cuore immacolato e innamorato di Dio. Maria "umile
ed alta più che creatura, termine fisso d'eterno consiglio"
ha sempre conservato intatto nel suo Cuore immacolato quel momento
atteso da tutte le generazioni. Abitata dalla più pura
carità, questa Madre eterna desidera per ognuno solo
il nostro vero bene, la nostra santificazione, che cioè
che noi poniamo come obbietto della nostra vita solo Cristo
dolce Gesù, Figlio suo. La strada più sicura è
pertanto quella di mettere i nostri passi sulle sue orme. Fare
atto di affidamento, di consacrazione a Lei significa rimettere
tutta la nostra vita, senza riservarci nessun angolino privato,
nelle sue mani affinché Ella ci aiuti a pronunciate sempre
il nostro Fiat con Lei. E' permettere alla Vergine Madre di
realizzare in noi il suo desiderio più caro che già
una volta espresse a Cana di Galilea: "fate tutto quello
che Egli vi dirà".Perché
affidarsi in modo così totale Maria? Perché ci
è Madre, perché ci è stata donata da Cristo
crocifisso. Perché è fare la volontà del
Padre che per primo, se così si può dire, ha affidato
a Maria il suo stesso Figlio: donarsi a Maria è il modo
più bello e sicuro di imitare lo stesso Figlio di Dio
fatto Uomo per noi. Questo atto di consacrazione, quindi, non
è tanto un atto morale che rettifica il nostro operare,
quanto un nuovo modo di essere: ci aiuta a diventare la creatura
nuova ricreata dal Sangue di Gesù. E' un atto che tocca
il nostro essere profondo, che ci mette in reale contatto con
il Verbo per quale tutto esiste, ha perciò valore ontologico,
eterno. E' per ogni anima molto consolante pensare che nel tempo
può agire con scelte eterne: ma tutto ciò è
possibile certo grazie all'Incarnazione del Verbo,ma anche,
per i motivi ben espressi in questa orazione, grazie anche al
Sì libero e amante di Maria Vergine. Allora posso essere
infedele, non volerne più sapere, dimenticarlo a causa
della mia incostanza e superficialità, ma non posso cancellarlo
dalla memoria eterna di Dio, non posso pensare che Maria non
ci pensi più. Una Madre vera non dimentica mai il proprio
figlio. Questo pensiero forse ora mi preoccupa, perché
mi fa cogliere solo la responsabilità di un tale gesto,
ma nel momento della nostra morte sarà la nostra consolazione
e speranza, il nostro baluardo contro il Nemico: con il suo
mantello Maria avvolgerà ogni suo figlio che con consapevolezza
e amore ha voluto a Lei un giorno totalmente affidarsi. Per
capire un poco tutto questo basti pensare alla vera amicizia:
della persona amata ricordiamo con infinita tenerezza nei momenti
difficili i suoi tratti più delicati, non solo le grandi
dimostrazioni: e questo ricordo è tante volte forza di
perdono, di riconciliazione. Allora se tutto questo può
accadere nel nostro povero cuore , quanto più è
vero per i cuore infinitamente puro e generoso di Maria Santissima
vera Madre di Dio e vera Madre nostra.
22
La preghiera di Santa Caterina si apre sempre ai bisogni
della Chiesa dolcezza dell'anima sua.
23
La vera amicizia è desiderare di consumarsi in Dio per
tutti e desiderare che tutti brucino dello stesso fuoco d'amore
che tenne l'immacolato Agnello chiavellato, (inchiodato), sulla
Croce. Gesù è la sola fonte nella quale possiamo
immergere il vasello del nostro cuore ed essere certi che sempre
sarà dissetato e capace di dissetare. E' l'esempio che
dona S. Caterina quando scrive:
Sia uno vasello, il quale tu empia nella fonte, e nella il fonte
il beva. E ammettiamo che tu avessi tratto l'amore da Dio che
è fonte d'acqua viva; se tu non lo bevessi continuamente
in lui, rimarebbe vuoto (L. 49). Da
Lui impareremo a desiderare il vero bene dell'amico: la vita
eterna. Ancora una volta si aprono orizzonti pieni di luce,
che ci liberano da ogni egoistico e meschino concetto di relazioni
umane che affaticano il cuore. Divenendo navicelle ben fornite
per se e per gli altri assomiglieremo sempre più al Padre
nostro. Come non pensare alle parole di Gesù: siate
perfetti come è perfetto il Padre vostro che è
nei cieli? E' l'amore che ci fa nuovi, porta a compimento
il grande Consiglio della Trinità eterna.
24
La carità ci fa sentire responsabili della Chiesa, delle
anime ricomperate con il Sangue dell'Agnello. Caterina vibra
all'unisono con il Cuore trafitto di Cristo, dolce Verbo incarnato,
ma non perde il senso della sua fragilità di creatura.
In questa umiltà si radica la forza di ogni sua preghiera
d'intercessione che tutto osa chiedere, che sempre bussa alla
porta della Misericordia. Ogni sua richiesta potrebbe, infatti,
riassumersi nella preghiera di San Domenico suo padre, che la
notte gridava a Dio: o mia Misericordia, che ne sarà
dei peccatori!
25
Nel Dialogo della divina Provvidenza il Padre spiega a Caterina
come l'Ordine di San Domenico sia affidato in modo tutto particolare
alla Vergine. Del resto di Domenico è detto che ebbe
l'ufficio del Verbo, pertanto è giusto che Maria
sia riconosciuta come Madre da chi ha per missione di continuare
questa missione. Leggiamo qualche riga del Libro, come Caterina
lo chiamava:
E se tu ragguardi (osservi) la navicella del padre tuo Domenico,
diletto mio figliuolo, egli l'ordinò con ordine perfetto,
ché volle che attendessimo (si occupassero) solo a l'onore
di me e salute dell'anime col lume della scienza. Sopra questo
lume volse fare il principio suo, non essendo però privato
della povertà vera e volontaria. (...) Ma più
proprio suo obietto prese il lume della scienza, per stirpare
gli errori che a quello tempo erano levati. Egli prese l'officio
del Verbo unigenito mio Figliuolo. Drittamente, (veramente),
nel mondo pareva un apostolo, con tanta verità e lume
seminava la parola mia, levando la tenebre e donando la luce.
Egli fu uno lume che Io porsi al mondo col mezzo di Maria, messo
nel corpo mistico della santa Chiesa come stirpatore (uno che
estirpa, tira via con forza) delle eresie. Perché dissi
"col mezzo di Maria"? Perché Maria gli diede
l'abito, commesso l'officio a lei dalla mia bontà. D.
158
26
Il mistero dell'Incarnazione del Verbo è la passione
del cuore di Caterina infiammata dal desiderio della gloria
di Dio e della salvezza delle anime. Indissolubile questa unione
del Verbo con l'umanità, per questo Caterina afferma
senza esitare che la Chiesa è esso Cristo. Penso che
a S. Caterina, al suo modo di pregare e scrutare i divini misteri
possano davvero essere applicate le parole di questa riflessione
sulla Persona di Cristo, dolce Verbo incarnato. Il
fondamento della comprensione cristiana della storia e dell'universo
è il mistero e la realtà unica del la Persona
del Redentore. Se un uomo ha capito questo e ha ricevuto contemporaneamente
nell'intimità della sua intelligenza e della sua sensibilità
il mistero della Persona e il messaggio di Cristo, comprende
che da un lato, durante tutta la sua vita non farà che
approfondire, ogni giorno di più questa suprema, dolce
e commovente realtà del Redentore e della Redenzione;
e dall'altro lato questo medesimo uomo si sentirà stabilito
per sempre in una verità inamovibile, ciò gli
darà una grande pace interiore ed una gioia profonda,
che nessuna prova potrà cancellare.
Per questo, tutto quello che abbiamo potuto pensare e studiare
fino ad oggi, e tutto quello che potremo studiare e meditare
in futuro dovrà essere continuamente orientato verso
la percezione del mistero e della realtà della Persona
di Cristo.
(Teodossios Maria della Croce)
Laudato
sia Cristo crocifisso,
e la sua dolcissima Madre, gloriosa
Vergine, Madonna Santa Maria .
Gesù dolce, Gesù amore.