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S. Caterina da Siena

sr M. Elvira op

Nell'obbedienza del Verbo...

Caterina contemplativa e missionaria
(per gentile concessione
delle Suore Sacramentine di Bergamo,
da Voci Nostre, n 4-2006)

SANTA CATERNIA DA SIENA
CONTEMPLATIVA E MISSIONARIA

di Don Ezio Bolis

Un'eccezzionale donna spirituale

santa Caterina da Siena occupa una posizione di straordinario rilievo in molti ambiti: nella storia della Chiesa, della letteratura, della santità laicale e della mistica femminile. La partecipazione alle vicende politiche e religiose del tempo, il rigoroso stile penitenziale, l'intensità dell'esperieza misitca, la forza del pensiero teologico fanno di lei una delle figure più attraenti e complete della spiritualità cristiana tando che nel 1970 Papa Paolo VI l'ha insignita del titolo di Dottore della chiesa. In lei riconosciamo anche una grande maestra spirituale, una mistica ispirata, una scrittrice appassionata dell'Eucaristia.

Precoce esperienza di Dio

Secondo la tradizione agiografica, Caterina nasce a Siena nel 1347, il 25 marzo. Suo padre, Jacopo di Benincasa, è un tintore e appartiene alla piccola borghesia senese. Dopo la morte della sua sorella prediletta, nel 1362 Caterina fa voto di vergintià e decide di condurre una vita di penitenza e di solitudine tra le mura domestiche: suscita così la sorpresa e la contrarietà della sua famiglia, in particolare della madre Lapa.
Nel 1365 entra a far parte dell'Ordine domenicano, come terziaria o "mantellata": condivide gli aspetti più caratteristici della spiritualità di San Domenico, ma vuole rimanere nello stato laicale: "la mia cella -dirà - non sarà fatta di pietre nè di legno, ma solo della conoscenza di me stessa".
A partire dal 1368 vive intense esperienze mistiche. E' considerata "madre spirituale" da un gruppo di fedeli devoti che si riuniscono intorno a lei e più tardi la seguiranno nei suoi viaggi prestandole i necessari sostegni e fruendo dei suio insegnamenti e consigli spirituali.
Nel 1374 il domenicano Raimondo da Capua, personaggio di grande rilievo nel suo Ordine, viene designato come confessore di Caterina. Diventa così un testimone e confidente privilegiato, e la sua Legenda Maior (1380), redatta per la canonizzazione, sarà la fonte biografica cateriniana più importante.

Amore appassionato per la Chiesa

Verso i 25 anni Caterina decide di uscire dall'isolamento monastico per iniziare un'intensa attività apostolica: si impegna a favore della pace nella sua città, dilaniata da lotte interne. La sua fama si sparge in tutta Italia. Sostenuta dall'appoggio dell'Ordine domenicano e dalla fiducia di molti politici influenti, s'impegna con molta energia per la riforma della chiesa. Nel 1375, scrivendo a Papa Gregorio XI, residente ad Avignone, lo supplica d'intervenire per risanare la chiesa. L'anno dopo gli fa visita e lo convinse a tornare a Roma.
Stabilitasi a Roma, presso il nuovo papa Urbano VI, svolge un'intensa attività a favore dell'unità della chiesa, minacciata dal Grande Scisma d'Occidente. Nel 1378 elabora e detta il suo Dialogo.
Muore a Roma il 29 aprile 1380, a soli 33 anni. Canonizzata nel 1461 dal Papa senese Pio II, è proclamata co-patrona di Roma nel 1866 e patrona d'Italia nel 1939.

L'eucaristia è il segno massimo dell'amore misericordioso di Dio

Dio rivela a Caternian quanto è grande il suo amore per il mondo: esso giunge fino al punto di donare il suo Verbo incarnato. Cristo è il "ponte" che permette all'uomo di attraversare il fiume del peccato e di raggiungere il cielo: "Per il peccato e la disobbedienza di Adamo, si ruppe la strada in mdo tale che nessuno poteva giungere a vita durevole...Perciò Io, volendo rimediare a tanti vostri mali, vi ho dato il ponte che è mio Figlio, affinchè, passando per il ponte, non annegaste. Il fiume è il mare tempestoso di questa vita tenebrosa". (Diaologo, cap. 21).
Su questo "ponte" è posta una locanda, la Chiesa, chiamata a dispensare i sacramenti, dono prezioso della redenzione di Cristo: "Io ho messo a vostra disposizione nel copro mistico della santa chiesa, il Corpo e il Sangue del mio Figlio, tutto Dio e tutto uomo, dandovelo a somministrare per le mani del mio Vicario, il quale tiene le chiavi di questo sangue. Questa è la mistica locanda, la quale sta sul ponte per dare cibo e ristoro ai viandanti e pellegrini...affinchè non abbiamo a venir meno per debolezza" (Diaologo, cap. 66).

Il Sangue di Cristo è la sintesi di ognni grazia

Durante i colloqui misitici con il Signore, dal cuore di Caterina sgorgano preghiere infuocate come questa: "Oh fuoco d'amore, non bastava la creazione che ci avevi data a tua immagine e somiglianza e averci ricreati nel sangue del tuo Figliolo; hai voluto anche darci in cibo tutto te stesso, Dio, essenza divina! Chi ti ha costretto? Non altro che la tua carità, poichè sei pazzo d'amore".
Nell'eucaristia l'uomo è unito a Dio con tutte le sue facoltà; questo Sacramento diventa quindi una vera scuola di sapienza, dove l'uomo impara a combattere i nemici dell'anima. L'Eucaristia è sorgente e centro propulsore di ogni attività, sostegno nel cammino verso la Patria eterna.
Caterina dichiare che Dio Padre vuole salvare tutti, redimendo i peccatori e conducendoli alla vita della grazia e della carità perfetta, per mezzo del sangue di Cristo: "Tutti i doni e i mezzi sono stati dati da questo Sangue, per la salvezza e perfezione dell'uomo, a chi è disposto a riceverlo".
Grazie all'eucaristia, comunione con il Corpo di Cristo, l'uomo può unirsi alla Trintà, quella stessa Trinità verso cui l'anima anela a gettarsi come in un oceano senza rive: "Tu, Trinità eterna, sei un mare profondo, che quanto più ci entro, tanto più trovo, e quanto più trovo, più cerco di Te" (Dialogo, cap. 167).

(da Voci Nostre, n 4-2006)

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