di
Don Ezio Bolis
Un'eccezzionale
donna spirituale
santa
Caterina da Siena occupa una posizione di straordinario rilievo
in molti ambiti: nella storia della Chiesa, della letteratura,
della santità laicale e della mistica femminile. La
partecipazione alle vicende politiche e religiose del tempo,
il rigoroso stile penitenziale, l'intensità dell'esperieza
misitca, la forza del pensiero teologico fanno di lei una
delle figure più attraenti e complete della spiritualità
cristiana tando che nel 1970 Papa Paolo VI l'ha insignita
del titolo di Dottore della chiesa. In lei riconosciamo anche
una grande maestra spirituale, una mistica ispirata, una scrittrice
appassionata dell'Eucaristia.
Precoce
esperienza di Dio
Secondo
la tradizione agiografica, Caterina nasce a Siena nel 1347,
il 25 marzo. Suo padre, Jacopo di Benincasa, è un tintore
e appartiene alla piccola borghesia senese. Dopo la morte
della sua sorella prediletta, nel 1362 Caterina fa voto di
vergintià e decide di condurre una vita di penitenza
e di solitudine tra le mura domestiche: suscita così
la sorpresa e la contrarietà della sua famiglia, in
particolare della madre Lapa.
Nel 1365 entra a far parte dell'Ordine domenicano, come terziaria
o "mantellata": condivide gli aspetti più
caratteristici della spiritualità di San Domenico,
ma vuole rimanere nello stato laicale: "la mia cella
-dirà - non sarà fatta di pietre nè di
legno, ma solo della conoscenza di me stessa".
A partire dal 1368 vive intense esperienze mistiche. E' considerata
"madre spirituale" da un gruppo di fedeli devoti
che si riuniscono intorno a lei e più tardi la seguiranno
nei suoi viaggi prestandole i necessari sostegni e fruendo
dei suio insegnamenti e consigli spirituali.
Nel 1374 il domenicano Raimondo da Capua, personaggio di grande
rilievo nel suo Ordine, viene designato come confessore di
Caterina. Diventa così un testimone e confidente privilegiato,
e la sua Legenda Maior (1380), redatta per la canonizzazione,
sarà la fonte biografica cateriniana più importante.
Amore
appassionato per la Chiesa
Verso
i 25 anni Caterina decide di uscire dall'isolamento monastico
per iniziare un'intensa attività apostolica: si impegna
a favore della pace nella sua città, dilaniata da lotte
interne. La sua fama si sparge in tutta Italia. Sostenuta
dall'appoggio dell'Ordine domenicano e dalla fiducia di molti
politici influenti, s'impegna con molta energia per la riforma
della chiesa. Nel 1375, scrivendo a Papa Gregorio XI, residente
ad Avignone, lo supplica d'intervenire per risanare la chiesa.
L'anno dopo gli fa visita e lo convinse a tornare a Roma.
Stabilitasi a Roma, presso il nuovo papa Urbano VI, svolge
un'intensa attività a favore dell'unità della
chiesa, minacciata dal Grande Scisma d'Occidente. Nel 1378
elabora e detta il suo Dialogo.
Muore a Roma il 29 aprile 1380, a soli 33 anni. Canonizzata
nel 1461 dal Papa senese Pio II, è proclamata co-patrona
di Roma nel 1866 e patrona d'Italia nel 1939.
L'eucaristia
è il segno massimo dell'amore misericordioso di Dio
Dio
rivela a Caternian quanto è grande il suo amore per
il mondo: esso giunge fino al punto di donare il suo Verbo
incarnato. Cristo è il "ponte" che permette
all'uomo di attraversare il fiume del peccato e di raggiungere
il cielo: "Per il peccato e la disobbedienza di Adamo,
si ruppe la strada in mdo tale che nessuno poteva giungere
a vita durevole...Perciò Io, volendo rimediare a tanti
vostri mali, vi ho dato il ponte che è mio Figlio,
affinchè, passando per il ponte, non annegaste. Il
fiume è il mare tempestoso di questa vita tenebrosa".
(Diaologo, cap. 21).
Su questo "ponte" è posta una locanda, la
Chiesa, chiamata a dispensare i sacramenti, dono prezioso
della redenzione di Cristo: "Io ho messo a vostra
disposizione nel copro mistico della santa chiesa, il Corpo
e il Sangue del mio Figlio, tutto Dio e tutto uomo, dandovelo
a somministrare per le mani del mio Vicario, il quale tiene
le chiavi di questo sangue. Questa è la mistica locanda,
la quale sta sul ponte per dare cibo e ristoro ai viandanti
e pellegrini...affinchè non abbiamo a venir meno per
debolezza" (Diaologo, cap. 66).
Il
Sangue di Cristo è la sintesi di ognni grazia
Durante
i colloqui misitici con il Signore, dal cuore di Caterina
sgorgano preghiere infuocate come questa: "Oh fuoco
d'amore, non bastava la creazione che ci avevi data a tua
immagine e somiglianza e averci ricreati nel sangue del tuo
Figliolo; hai voluto anche darci in cibo tutto te stesso,
Dio, essenza divina! Chi ti ha costretto? Non altro che la
tua carità, poichè sei pazzo d'amore".
Nell'eucaristia l'uomo è unito a Dio con tutte le sue
facoltà; questo Sacramento diventa quindi una vera
scuola di sapienza, dove l'uomo impara a combattere i nemici
dell'anima. L'Eucaristia è sorgente e centro propulsore
di ogni attività, sostegno nel cammino verso la Patria
eterna.
Caterina dichiare che Dio Padre vuole salvare tutti, redimendo
i peccatori e conducendoli alla vita della grazia e della
carità perfetta, per mezzo del sangue di Cristo: "Tutti
i doni e i mezzi sono stati dati da questo Sangue, per la
salvezza e perfezione dell'uomo, a chi è disposto a
riceverlo".
Grazie all'eucaristia, comunione con il Corpo di Cristo, l'uomo
può unirsi alla Trintà, quella stessa Trinità
verso cui l'anima anela a gettarsi come in un oceano senza
rive: "Tu, Trinità eterna, sei un mare profondo,
che quanto più ci entro, tanto più trovo, e
quanto più trovo, più cerco di Te"
(Dialogo, cap. 167).
(da
Voci Nostre, n 4-2006)
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