4 maggio 2006 - Esercizi spirituali, omelia

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal vangelo secondo Giovanni (6, 44-51)

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Il vangelo di oggi è ancora un brano del Cap. 6 di Giovanni, dove Gesù parla dell'Eucaristia a Cafarnao. La folla aveva chiesto a Gesù quale era il suo segno che Lui dava visto che il grande Mosè aveva dato il grande segno della manna: un popolo nel deserto sfamato ogni giorno da questo misterioso cibo che cadeva dal cielo. Gesù aveva detto che il suo segno era Lui stesso, vero pane venuto dal cielo.

E ora riprende il parallelo con la vicenda della manna: I vostri Padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti... questo è il pane che discende dal cielo...Io sono il pane disceso dal cielo: se uno mangia di questo pane vivrà, non morrà.
Tutti abbiamo paura della morte. La morte è il nostro grande nemico, il nostro grande spauracchio. Ed è giusto perchè noi siamo creati per la vita, per la vita in pienezza, per la vita per sempre. Chi si toglie la vita o non ama vivere è perchè ha grandi sofferenze, grandi ferite che gli fanno desiderare di non esistere.

Ma tutti noi amiamo la vita e vogliamo vivere il più possibile. Gesù viene incontro a questo nostro desiderio e a questo struggente bisogno di vita: "Chi mangia di questo pane vivrà in eterno". Tutti aneliamo a questa vita oltre la morte, il Paradiso.

Caterina da Siena muore a Roma nell'aprile del 1380. Da quando il Signore l'aveva fatta uscire dal nascondimento della sua cameretta e l'aveva mandata per le strade del mondo si era formata intorno a lei una schiera di discepoli che lei chiamava "figli".

La "mamma", come era denominata, dava loro consigli ed aiuto, era la loro guida, confidente; quando arrivò al punto della morte disse loro: "non piangete, vi sarò d'aiuto più dopo la morte che ora. E infatti ognuno sentì il suo aiuto nella vita per tutti i giorni, continuarono ad incoraggiarsi, parlando di lei, ricopiarono e si scambiarono le sue lettere.
Caterina continuò a vivere! Vive ora tra noi che ne stiamo parlando! Lei è un esempio splendido di questa vita oltre la morte.

Continuiamo a pregare per le nostre sorelle monache in esercizi.