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Veglia
di preghiera
per l'apertura dell'VIII centenario
della fondazione di Prouilhe
prima comunità domenicana
Introduzione
E' con grande gioia e già in un clima di festa
che siamo riuniti qui questa sera nella vigilia dell'apertura
del nostro VIII centenario. Cosa festeggiamo? Festeggiamo
la nascita di Prouilhe, la prima comunità
che Domenico riunì attorno a sé nel 1206.
Domenico di Guzman, un sacerdote spagnolo impegnato
nella missione di predicazione verso i catari nel sud
della Francia, ben presto si vide attorniato da alcune
donne che avevano accolto il suo invito a ritornare
alla fede cattolica. Con loro e con gli altri
predicatori della missione fondò nel paesino
di Prouilhe una comunità. Non si tratta solo
del primo monastero domenicano, ma della nascita di
un'idea: la predicazione della Parola di Dio non si
limita al momento dell'annuncio, ma nasce ed è
coltivata nella preghiera e nella vita fraterna. Questa
idea
crebbe a poco a poco, si creò delle strutture
adatte, divenne l'Ordine dei Predicatori e oggi compie
800 anni. In questo momento di preghiera ringraziamo
dunque il Signore e riflettiamo insieme sui doni che
Egli ha voluto elargire alla Chiesa attraverso l'idea
e l'opera di Domenico.
Canto:
Ti rendiamo grazie
Primo
dono: la preghiera e l'ascolto della Parola di Dio
San Domenico era un uomo di profonda preghiera e un
attento ascoltatore della Parola di Dio. I suoi biografi
lo ritraggono spesso mentre passa la notte in preghiera
o mentre legge il vangelo di Matteo e le lettere di
Paolo. Giunto fra i catari egli si accorge che uno dei
motivi del loro successo era proprio l'aver riscoperto
e diffuso la lettura della Sacra Scrittura. Però
la
loro interpretazione della Bibbia non era corretta e
Domenico nella sua predicazione cercò soprattutto
di far capire loro che la Parola di Dio era molto più
ottimista nei confronti dell'uomo e della natura. Nella
comunità di Prouilhe i primi compagni e compagne
di Domenico approfondivano proprio la lettura della
Parola di Dio e cercavano di farle spazio nella loro
vita.
Dal
Vangelo di Matteo (7,21-28)
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà
nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà
del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno
in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato
nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e
compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però
dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi
da me, voi operatori di iniquità.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le
mette in pratica, è simile a un uomo saggio che
ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono
su quella casa, ed essa non cadde, perché era
fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie
parole e non le mette in pratica, è simile a
un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i
venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde,
e la sua rovina fu grande".
Cantiamo il salmo 118: L.O. vol I, XIII a pag.
869
Secondo dono: La vita fraterna apostolica
Nell'ascolto assiduo della Parola di Dio un elemento
emerge: il Signore chiama dei singoli individui a seguirlo,
ma vuole che questi si amino e abbiano cura gli uni
degli altri come dei fratelli. Il popolo di Israele
prima e la Chiesa poi sono i veri interlocutori del
Signore. Un'autentica vita di ricerca e di ascolto della
Parola di Dio non può essere separata dalla vita
fraterna. Chi ci fa da guida? Il modello della prima
comunità cristiana di Gerusalemme, formata dagli
apostoli, dagli uomini e dalle donne che avevano creduto
a Gesù.
Dal
libro degli Atti degli Apostoli (4,32-35)
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva
un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà
quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro
comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza
della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi
godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro
era bisognoso, perché quanti possedevano campi
o case li vendevano, portavano l'importo di ciò
che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli
apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo
il bisogno.
Canto:
IN UNITÁ
Viviamo
insieme in unità
di mente e cuore protesi verso Dio.
Questo è lo scopo della nostra vita
testimonianza vera
per il mondo in cui viviamo.
Rit.
Dacci dacci Signore, la coerenza
ci vivere sempre questo dono
che tu ci fai ogni giorno
chiamandoci a te,
e dacci la gioia di scoprirti
in chi ci vive accanto
in chi ricerca te, o Signor.
Terzo
dono: L'annuncio della Parola
Uno dei nomi con cui si ricorda la comunità di
Prouilhe è Domus Praedicationis, casa della predicazione.
Era questo lo scopo principale, il desiderio più
profondo di san Domenico, che tutti potessero ascoltare
la Parola di Dio e crescere nell'esperienza del suo
amore. Da Prouilhe partivano i predicatori per andare
nei paesi circostanti a diffondere la Parola di Dio
attraverso la predicazione e le dispute pubbliche. A
Prouilhe restava la predicazione vivente e la testimonianza
delle prime monache, dedite alla preghiera, alla penitenza
e all'accoglienza di quanti volevano conoscere meglio
il Signore.
Dal
Vangelo di Matteo (28,16-20)
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea,
sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando
lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però
dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro:
"Mi è stato dato ogni potere in cielo e
in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò
che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo".
Canto:
Ogni mia parola
Cantiamo
l'inno Te Deum
Recitiamo
la preghiera del Centenario
Salve Regina
O Lumen
sr.
M. Angelita, op
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