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Preghiera del giubileo

 Padre di misericordia,  tu hai chiamato  Domenico a un  cammnio di fede  come predicatore  della grazia.
  Portando  nel cuore  e sulle  labbra la  Parola della  tua  dolce Verità, egli  ha  invitato a unirsi a  lui  le prime sorelle e i  primi fratelli in una  vita di obbedienza  contemplativa al  servizio della santa  predicazione.  Celebrando questo  giubileo ti  chiediamo,  Padre, di  infondere  ancora in  noi lo  Spirito del  Risorto e  di rinnovarci  nella  vita perchè  possiamo  proclamare  con  fedeltà e gioia il  vangelo della pace.  Per Cristo nostro  Signore. Amen.

Messaggio del Maestro dell'Ordine
per l'VIII Centenario
della fondazione di Prouilhe

  

   Prouilhe: un paesino isolato in piena campagna, vicino al villaggio di Fanjeaux, anch'esso appena un po' più conosciuto. Eppure per i frati e le suore dell'Ordine dei Predicatori, è il luogo della loro nascita, dove ebbe inizio la loro avventura vivente e tuttora in corso e che, con la grazia di Dio, è ancora a servizio della Chiesa attraverso la predicazione, l'insegnamento e la testimonianza di una vita fondata sui valori evangelici. Agli inizi non c'era molto: un predicatore itinerante e poche donne catare convertite. Ma il seme ormai era stato piantato, nell'intuizione che preghiera e contemplazione sarebbero stati la radice che nutre ogni vero e assiduo servizio della Parola. Austerità, sì, ma gioiosa poiché tutti sono riuniti insieme per sperimentare qualcosa della vita degli apostoli. Povertà, sì, ma come mezzo per "seguire il Cristo nudo" come dicevano i testi di quell'epoca. Non si tratta di rifiutare la creazione perché cattiva o un mondo sconvolto dal male. Al contrario, il punto di partenza è piuttosto un amore profondo verso la creazione che è opera stessa di Dio. Infatti lo scopo principale della vita domenicana è quello di cantare le lodi del Creatore, di trovare il suo volto attraverso la vita comune, la preghiera e lo studio a servizio della Chiesa, così che il mondo possa intravederlo di riflesso. I primi frati fecero propri alcuni elementi dello stile di vita dei catari, facendosi carico delle loro giuste critiche verso una società e una Chiesa tentate dalle ricchezze mondane e che stavano per essere dominate dal commercio. Al tempo stesso essi mantennero la giusta misura, caratteristica della ben equilibrata fede cattolica.

   Prouilhe: oltre che un porto di rifugio plasmato dalla preghiera delle suore, Domenico ne fece un luogo in cui egli stesso e i frati, che riunì attorno a sé per la Santa Predicazione, potessero ristorarsi e rinfrancarsi. Poi l'intera impresa si espanse: le suore di Prouille furono chiamate ad aiutare il ripristino della vita monastica a San Sisto, Roma, mentre un altro monastero stava nascendo a Madrid. Presto la beata Diana avrebbe comunicato il suo fervore alla comunità di Sant'Agnese a Bologna, e poi l'intera Europa sarebbe stata ricoperta di monasteri domenicani, mentre i frati fondavano conventi procedendo di buon passo. Molto presto i laici associati entrarono nell'Ordine, provvedendo al tempo stesso al suo sostentamento materiale, e dalle loro fila uscirono grandi testimoni, da Caterina da Siena a Pier Giorgio Frassati e a Giorgio La Pira. Poco dopo, le suore di vita attiva avrebbero apportato i loro talenti, la loro generosità e la loro creatività, inventando differenti forme di predicazione, tese a raggiungere con la testimonianza della carità coloro che sono esclusi dalla Chiesa. Anche oggi la famiglia Domenicana è continuamente arricchita da nuovi gruppi, particolarmente dai volontari domenicani e dai gruppi giovanili domenicani. Ma tutto ha avuto inizio a Prouilhe.

   Prouilhe: un luogo deserto, in rovina, dopo la Rivoluzione Francese. L'Ordine fu soppresso. Ma poi rinacque. Prouilhe fu ricostruito, le monache ritornarono. Fu riscoperta una Fonte e oggi se ne celebrano gli ottocento anni di storia, mentre rimane il simbolo vivente dell'importanza del carisma di san Domenico nel mondo odierno. Inoltre, e soprattutto, Prouilhe ci ricorda che ogni rinnovamento e aggiornamento dell'Ordine deve necessariamente nascere dalla preghiera corale e dalla contemplazione, dallo studio amorevole della parola e dalla vita fraterna. Non avrebbe senso celebrare ottocento anni, se questo non ci desse l'occasione di scoprire nuovamente il gusto dello studio, della preghiera, della vita comune e della contemplazione come fonte della predicazione.
Per intercessione di san Domenico, possa questo giubileo essere un tempo di grazia, un tempo per conoscere e scoprire, in modo che il Vangelo sia predicato dalla vita, dal lavoro e dalle parole delle monache, dei frati, delle suore e dei laici, e da tutti coloro che si sentono sospinti dall'urgenza di predicare la Buona Novella!

Fra Carlos A. Azpiroz Costa o.p.
Maestro dell'Ordine