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LETTERA DEL MAESTRO DELL'ORDINE A GIOVANNI PAOLO Il

Roma, Santa Sabina, 5marzo 2003

Sua Santità Giovanni Paolo Il
Ancora una volta abbiamo il piacere di ospitarla nella nostra casa per cominciare in modo solenne il Tempo della Quaresima. Santa Sabina è uno dei tempi cristiani più antichi dell'Urbe e la presenza domenicana in questa basilica risale ai tempi di San Domenico di Guzmàn che fondò questo convento. Grazie Santo Padre per essere nuovamente con noi!
Quest'anno, in occasione del Mercoledì delle Ceneri, il Signore le ha dato l'ispirazione per invitare tutti gli uomini e le donne di buona volontà a pregare e digiunare per la pace, soprattutto in Iraq e in Terra Santa. In questo modo, l'invito alle pratiche proprie di questo periodo "forte" non è rimasto circoscritto alla comunità cattolica. Sono molti coloro che, da tutti gli angoli della terra, si sono fatti eco del suo grido immutabile per la pace! 

Riceva all'inizio di questa Quaresima due piccoli segni che si uniscono, in un certo modo, a questo coro orante che Lei, Santo Padre, ha voluto riunire oggi per supplicare a Dio, ricco di misericordia, il dono della pace. Questi semplici doni rappresentano a loro volta due campagne che sono state promosse in seno alla Famiglia Domenicana. 

La spilla "I have a Family in Iraq (Ho una famiglia in Iraq) esprime non solo la nostra profonda solidarietà con i fratelli e le sorelle domenicani presenti in Iraq (8 frati, circa 300 religiose e intorno ai 500 laici) ma anche la vicinanza a tutti gli abitanti di questo paese così provato. Dal 1 al 28 settembre scorso due frati, due religiose e una laica degli Stati Uniti hanno fatto un digiuno per la pace nel centro di New York. Di fronte all'uso delle armi come possibile soluzione ai conflitti, il loro lemma era chiaro "ci deve essere un'altra strada" ("There must be another way"). Alla fine del digiuno, conclusosi con una celebrazione della parola nei giardini dell'ONU, questi nostri fratelli hanno cominciato una campagna usando e distribuendo questa spilla negli Stati Uniti e, attraverso la Famiglia Domenicana, in altri molti paesi.

Il rosario di legno d'ulivo della Terra Santa, è uno dei tanti fabbricati dai cristiani palestinesi a Betlemme e Gerusalemme per i pellegrini e i turisti. La situazione attuale ha compromesso seriamente questa fonte di guadagno. Per questo motivo si è creata una catena di solidarietà per la sua distribuzione e vendita fuori dalla Terra Santa. Il ricavato ritorna a queste famiglie, per loro questo rappresenta quasi l'unico mezzo di sussistenza, di lavoro e dignità in un momento in cui tanta violenza e incertezza impedisce loro di poter contare su altri introiti!
Santità, a Lei và il mio ringraziamento personale, quello della comunità di Santa Sabina e di tutta la Famiglia Domenicana per darci coraggio, per animare i nostri cuori alla preghiera e al digiuno per la pace. Con il suo esempio ci spinge ad essere predicatori del Vangelo di Cristo. Egli è la nostra Pace!
Con amore filiale in Nostra Signora del Rosario e San Domenico
Frate Carlos A. Azpiroz Costa O.P.
Maestro dell'Ordine

PREGHIERA PER LA PACE

In nome di Abramo, Padre di tutti i credenti, che una volta tu hai chiamato, Signore, dalla Mesopotamia, "la terra tra i due fiumi", per portare le tue benedizioni a tutte le nazioni, ti preghiamo che le armi siano silenziate la dove, per la prima volta, tu hai parlato agli umani.A noi che siamo rimasti figli di Babele, così divisi fra noi dall'odio e l'incomprensione, sognando incessantemente di lanciare delle iniziative terribili, desiderosi di farsi un nome, vieni Signore ad insegnarci l'unico linguaggio universale - quello della fraternità fra tutti gli uomini. Il tuo nome, Signore, è stato usato in questa guerra, credendo di poter, in tuo Nome, uccidere militari e civili, donne, bambini, ed anziani, bombardare le città, e far morire di fame una moltitudine di persone. Signore, metti fine a questa blasfemia interrompendo questo diluvio di fuoco. Mossul venera le tombe di tre eroi biblici: Set, Giona e Daniele. Set ebbe un figlio che fu il primo uomo ad invocare il tuo nome. Giona è segno della Risurrezione. Daniele ha visto il Figlio dell'Uomo venire sulle nuvole del cielo. Signore, siano i tre per noi forti intercessori presso di Te.
Fr. Jean-Luc Vesco OP

HO UNA FAMIGLIA IN IRAQ - L'Iraq è un paese di circa 23 milioni di abitanti, per la maggior parte musulmani e mezzo milione di cristiani, molti dei quali sono Cattolici Romani di rito Siriano e Caldeo. La cristianità è arrivata in questa parte del mondo alla fine del primo secolo dopo Cristo. Tra i luoghi biblici dell'Iraq ricordiamo: il luogo tradizionale del Giardino dell'Eden, la casa di Abramo a Ur, il luogo dove gli Israeliti sono andati in esilio in Babilonia, dove Giona ha profetizzato alla gente di Ninive e dove la Buona Novella è stata di casa per secoli.
I resoconti storici dell'Ordine Domenicano indicano che almeno un frate ha fatto parte della Casa della Saggezza a Baghdad nel medioevo. Questa "Casa" è stato il luogo di incontro di studiosi di ogni parte del mondo messi insieme dal Califfo regnante a quell'epoca. Questo Califfo ha voluto allo stesso tempo raccogliere e diffondere la conoscenza nel mondo.
I Domenicani sono arrivati in maniera permanente a questa Chiesa e cominciarono a svolgere il loro ministero tra i cristiani più di 250 anni fa. Nel 1873 è giunta la congregazione delle Suore Domenicane della Presentazione di Nostra Signora. Una seconda congregazione, quella delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena, ha cominciato ad organizzarsi a partire dal 1877.
Quest'ultima congregazione era costituita interamente da suore irachene, ma ora ci sono anche frati iracheni e Suore irachene della Presentazione.
Attualmente, i Domenicani iracheni, incluso il laicato, svolgono il loro ministero tra i cristiani e i musulmani nelle scuole, nelle cliniche, negli orfanotrofi, negli ospedali e in numerosi altri apostolati. A partire dalla Guerra del Golfo, la nostra famiglia ha sofferto duramente. La Famiglia Domenicana continua a testimoniare, attraverso il suo ministero, l'amore di Dio anche in mezzo alla sofferenza. Siamo tutti figli di Dio. Ho una Famiglia Domenicana, una famiglia cristiana... FAMIGLIA UMANA...in Iraq. E così anche voi. (Scritto da Roberta Popara, O.P.) Da IDI Gennaio 2003